Visualizzazione post con etichetta Poesia Dudeista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Poesia Dudeista. Mostra tutti i post

Va così



E niente, va così.
Con quel passo obliquo
e la volontà in fondo al bicchiere.
Con le macchie sull'accappatoio
e l'assegno per il latte.
Con le bombe in Iraq
e una casa senza tappeti.

Va così,
non ci possiamo fare niente.
L'onda la lasciamo andare,
aspettiamo la prossima.
Le Tesi di Aprile di Lenin,
le fatiche dei nichilisti
e obladì obladà.

Va così,
non credo che cambi.
Elezioni anticipate,
erezioni anticipatissime,
governi balneari
e punti segnati nonostante un piede
oltre la linea.
Rimettono i voucher,
vogliono chiudere le frontiere,
odiano gli immigrati
e sperano che il Vesuvio
lavi un po' di gente.

Va così,
che ci vuoi fare?
Teniamo botta.

Ei fu



Ei fu. Siccome immobile,
dopo l'ultimo tiro,
stette il birillo immemore
orbo di tanto tiro,
così percossa, attonita
la pista al nunzio sta,

muta pensando all'ultimo
strike dell'uom drughesco;
né sa quando una simile
flessibilità mentale
la sua cruenta polvere
sotto il tappeto metterà.

Ho steso, dandoti il braccio...



Ho steso, dandoti il braccio, almeno un milione di birilli.
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni tiro.
Anche così è stato breve il nostro lungo corridoio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
gli effetti a rientrare, quelli ad uscire,
gli spear, gli strike di chi crede
che la realtà sia quella della pista.

Ho steso milioni di birilli dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi forse si vince di più.
Con te li ho stesi perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto arrossate,
erano le tue.

Ed è subito...



Ognuno sta solo nel cuor della pista
trafitto da un raggio di Kalma:
ed è subito strike.

Notte



Basta in cielo una stella
a fare la canna più bella.
Notte sulla baia,
il cane non abbaia
e la luna è una sòla.


Bowling in the wind



Quanti strike deve fare un uomo
prima di essere chiamato Dude?
Per quanto tempo un uomo deve guardare in alto
prima di vedere il punteggio sul tabellone?
Per quanto tempo un birillo può resistere
prima che venga spazzato via dalla palla?
Per quanto tempo starete senza Kahlua
e farete il White Russian col Borghetti?
Quante pisciate dovete farvi sul mio tappeto
che dà un tono a tutto l'appartamento?

The answer, my friend, is bowling in the wind,
The answer is bowling in the wind.

4 maggio e mezzo




Inizio oggi una rassegna sulla Poesia Dudeista. Per farlo, devo prima spiegare - brevemente, of course - le caratteristiche di questa Poesia.
Partiamo da un concetto fondamentale: creare stanca, meglio riciclare. Ben prima degli ambientalisti, il Dudeista ricicla, riusa, modifica ciò che ha. Nella Poesia Dudeista avviene lo stesso: i Poeti Dudeisti non si mettono mica a creare nuove poesie! Si limitano, altresì, a riciclare quelle già scritte, modificandole in base al nuovo senso che essi vogliono dare (magari dopo qualche white russian o un paio di birre...). Gli altri creano, noi modifichiamo e riusiamo. Diamo nuova vita ai versi immortali... e risparmiamo fatica.
Se poi qualche dudeista trova improvvisamente una botta d'energia, magari dopo una bella pennichella passata ascoltando i Creedence Clearwater Revival stesi su un tappeto che dà un tono all'ambiente, allora è possibile (ma poco probabile) che si cimenti nella creazione di versi completamente originali. Ovviamente parliamo di poesie con pochi versi, che ricordano un Ungaretti ubriaco o un Quasimodo fumato. Versi liberi - mica possiamo affaticarci a trovare le rime! - e metro libero - non ci vorrete far contare le sillabe!
Eccovi la mia prima poesia dudeista:


Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette il birillo immemore
orbo di tanto tiro,
così percossa, attonita
la pista al nunzio sta,

muta pensando all’ultima
chance del Drugo fatale;
nè sa quando una simile
orma di piè mortale
sulla sua cruenta polvere
a scivolar verrà.

Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quello spare il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall’una all’altra pista.

Fu vera gloria? Ai posteri
L’ardua sentenza: noi
chiniam la fronte al Massimo
Fattone, che volle in lui
del drugo suo spirito
più vasta orma stampar.

La porcellona e trepida
gioia d’un grande tiro,
l’ansia d’un white russian
serve, prendendo il miro;
e giunge, e tiene un premio
ch’era follia sperar;

Tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio:
due volte quasi strike,
due volte grande spare.

Ei si nomò: due squadroni,
l’un contro l’altro armato,
scommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe’ silenzio, e drugo
s’assise in mezzo a lor.

E sparve, e i dì nell’ozio
chiuse in tappeto e sponda,
segno dei Creedence Clearwater
e di pietà profonda,
d’inestinguibil odio
e tappezzato amor.

Oh quante volte, al tacito
morir d’un giorno inerte,
chinati i ray ban fulminei,
le mani al pen conserte,
stette, e dei dì che furono
l’assalse il sol venir!

E ripensò le mobili
tende, tappeti e valli,
e il lampo de’ manipoli,
e l’onda dei cavalli,
e il tono dato a tutto,
e il celere dormir.

Bella Immortal! Che fica
Bunny alle pompe avvezza!
Succhia ancor questo, allegrati;
chè più superba altezza
al grande onor del porno
giammai non si levò.

Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
Drugo che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
walkman e cuffiette
accanto a lui posò.